Fondata nel 1411, nota anche come Sant’Anna dei Lombardi rappresenta una delle più importanti espressioni del Rinascimento toscano a Napoli. Strettamente legato alla dinastia aragonese, in particolare ad Alfonso II, il complesso riflette l'attivo scambio artistico della città durante il XV e XVI secolo.
La navata della chiesa, caratterizzata da cinque cappelle su ciascun lato, testimonia la collaborazione fra artisti locali e stranieri attivi a Napoli nella metà del XVI secolo. Tra i contributi di rilievo si annovera il pittore spagnolo Pedro Rubiales e il toscano Giorgio Vasari, che decorò la volta della sacrestia con impressionanti schemi decorativi. Tra le opere d'arte conservate vi è un putto tradizionalmente attribuito a Michelangelo. Uno dei punti salienti del complesso è il “Compianto sul Cristo Morto” (Lamentazione sul Cristo Morto), ammirato per i dettagli meticolosi e l'intensa espressività emozionale trasmessa dai gesti e dai movimenti delle figure. Sotto la chiesa si trova la Cripta degli Abati, un ipogeo ellittico contraddistinto da una raffinata scala a doppia rampa. Lo spazio è decorato con affreschi ben conservati che rappresentano un bosco sacro, centrato su una suggestiva scena del Calvario. Lungo le pareti corre una serie di scolatoi (sedili di drenaggio), collegati alla pratica funeraria della scolatura, che trasformava la cripta in un luogo insieme di sepoltura e di espiazione spirituale.






